Il vicequestore Walter Soccio è un individuo bizzarro che si muove sempre su una vecchia Skoda e vive a Roma nel quartiere San Lorenzo. Con la sua aria stropicciata e l’ironia pungente, i modi spiccioli che lo portano ad assumere una condotta a volte poco ortodossa, indaga sui casi irrisolti che l’odioso capo gli affibbia in emergenza.
Soccio non è un eroe, è un uomo sensibile e al contempo scabro, capace di fare squadra coi suoi uomini al di là di ogni possibile sarcasmo o insoddisfazione.
Il suo talento investigativo nasce da un’osservazione continua dei particolari, dalla conoscenza profonda del territorio e dai rapporti intrattenuti con il milieu del vecchio rione di picari e furfanti. A questa esteriorità burbera fa però da contraltare un animo filosofico che dà vita a riflessioni esistenziali permeate di lucida malinconia. Soltanto la vicinanza di Luna, il suo grande amore, regala a Soccio attimi di respiro che interrompono l’apnea della solitudine interiore.